
La colonna vertebrale è costituita da varie curve fisiologiche il cui scopo è quello di assorbire gli urti e distribuire il peso in modo uniforme nel nostro corpo.

Le curve della colonna si susseguono con un ritmo di lordosi cifosi a partire dalla zona cervicale fino alla zona sacrale. Il tratto cervicale è la parte più mobile della colonna vertebrale e per certi aspetti anche la più delicata. Oltre a sostenere, stabilizzare e rendere mobile il cranio, infatti, protegge le strutture che passano attraverso di esso, come il midollo spinale, le radici nervose e l’arteria vertebrale. Il tratto meno mobile è invece quello dorsale in quanto sostiene la gabbia toracica costituita dalle coste.
I movimenti propri della colonna sono quelli di flesso estensione, inclinazione laterale, rotazione e translazione. Il movimento di flesso estensione è quello più ampio.

A seconda della tipologia di movimento che mettiamo in atto i dischi vertebrali, interposti tra una vertebra e l’altra, con la loro funzione di ammortizzazione si spostano entro un range di movimento fisiologico.


La sedentarietà, la mancanza di movimento e di esercizio fisico, uniti alla permanenza prolungata in posizioni statiche o all’assunzione di posizioni scorrette durante la movimentazione di carichi, sono alcune delle situazioni che possono portare il nostro corpo a modificare le curve fisiologiche portando a uno squilibrio nella distribuzione del carico, che grava più su alcune zone . Una situazione analoga può svilupparsi anche a livello del bacino, crocevia delle forze ascendenti che si originano dall’attrito con il terreno (durante la camminata, l’attività fisica…) e delle forze discendenti provenienti dall’alto (dal capo).

Situazioni di sovraccarico si traducono spesso in variazioni delle curve fisiologiche nei vari tratti della colonna, con conseguente stress per le strutture interessate.
Che cosa fare se il mal di schiena non ti da tregua?
Piccoli, ma cruciali, accorgimenti per iniziare a smarcarti da una situazione che non ti da tregua da tempo sono:
- se svolgi un lavoro sedentario: controlla che la tua postazione lavorativa sia organizzata in modo ergonomico (leggi il mio articolo: La postazione ergonomica ti salva dal mal di schiena…ed altri fastidi) e ricordati di far del movimento con regolarità.
- se invece svolgi un lavoro dinamico, ma spesso ti ritrovi a movimentare carichi o a passare ore e ore in piedi presta attenzione a questi semplici dettagli:
come movimenti i carichi -> se lo fai con le dovute accortezze il peso verrà distribuito sull’intera struttura evitando nel tempo danni alla colonna.




- alle calzature che indossi: compatibilmente con le esigenze lavorative e normative di legge prediligi scarpe ammortizzate e comode e ricordati che se usurate vanno necessariamente sostituite con una buona frequenza. Se hai ricevuto diagnosi di piede piatto, camminare a piedi nudi a casa o indossare scarpe senza ammortizzazione o infradito per camminare nel tempo libero sono esempi di scelte che non ti aiuteranno nella gestione del tuo mal di schiena. Il piede ha la funzione di gestire gran parte del peso corporeo!

alla tua posizione preferita mentre dormi: certo è da una vita che dormi a pancia in giù e non hai mai avuto dolori, almeno fino a qualche mese fa e adesso…non mi dire che cambiando la mia posizione a letto il mal di schiena sparirà! No, non è di certo cambiando solo la posizione mentre dormi che otterrai benefici duraturi, ma la salute è fatta di tante piccole attenzioni e come dormiamo è una di quelle. Provare per credere!


al movimento/ attività fisica: sia che tu svolga una lavoro sedentario o dinamico il corpo ha necessariamente bisogno di ulteriori e differenti stimoli rispetto a quelli che riceve mentre tu sei intento a lavorare. E’ importante dunque il movimento e se possibile il rinforzo muscolare mirato. Pratica almeno 2 volte a settimana dell’attività fisica a seconda del tuo stato di salute e se sei un neofita rivolgiti a un professionista della salute per iniziare un percorso di apprendimento guidato. Si al fai da te, ma dipende in quale attività sportive.
allo stretching: alcuni lo praticano prima dell’attività sportiva, altri lo eseguono dopo o in giorni specifici, e poi c’è chi non lo fa affatto. Di solito, ci sono sempre due scuole di pensiero: da un lato c’è chi lo reputa fondamentale per il proprio benessere; dall’altro c’è chi ritiene sia una perdita di tempo. Al di là delle spiegazioni scientifiche praticarlo con le giuste accortezze e con un occhio critico rispetto alle proprie problematiche può esser un elemento di rilassamento per il corpo. Fatti consigliare gli esercizi più adatti alle tue esigenze da un professionista e praticalo con regolarità…darà i giusti benefici!

Fino a qui ho voluto metter un pò in luce quanto possa esser complessa la biomeccanica del corpo, ma non disperare non c’è da scalare una montagna per liberarsi finalmente dal mal di schiena… inizia a metter in pratica questi piccoli, ma significativi, consigli e vedrai che ci saranno dei miglioramenti.
Ricordati poi, che come per tutte le cose importanti, la costanza e la dedizione premiano quasi sempre.. per cui non dimenticarti delle sane abitudini appena starai meglio!!!