Cosa si intende per “Postura?”

Basi dell’approccio globale alla salute posturale


Si sente spesso parlare di POSTURA, è un termine utilizzato sempre più frequentemente, ma cosa si intende nello specifico?

La postura riguarda la posizione che il nostro corpo (e la relativa relazione tra i suoi segmenti corporei) assume nello spazio che lo circonda, adattandosi ad esso.

E’ governata da un complesso di sistemi che lavorano insieme per mantenere l’equilibrio del corpo contro la forza di gravità.

I sistemi coinvolti sono diversi:

sistema nervoso centrale: il cervello e il midollo spinale controllano e coordinano i movimenti, regolando continuamente la postura attraverso segnali inviati ai muscoli

sistema muscolo scheletrico: ossa, muscoli, tendini e legamenti forniscono il supporto strutturale necessario per mantenere la postura. Muscoli come quelli del collo, dell’addome e della schiena giocano un ruolo fondamentale.

sistema vestibolare dell’orecchio interno: è responsabile dell’equilibrio e dell’orientamento spaziale, aiutando a mantenere la stabilità della testa e del corpo.

propriocezione: è la capacità di percepire la posizione del proprio corpo nello spazio grazie a recettori presenti nei muscoli, tendini e articolazioni che inviano informazioni al sistema nervoso centrale

sistema visivo: anche la vista contribuisce alla postura, fornendo punti di riferimento visivi per mantenere equilibrio e orientamento

La postura, quindi, è il risultato dell’interazione tra questi sistemi, che lavorano costantemente per adattare e correggere la posizione del corpo, sia in movimento che a riposo.

Il sistema posturale lavora continuamente, spesso senza che ce ne rendiamo conto.

Ecco alcuni esempi pratici:

stare in piedi senza cadere: anche se sembriamo immobili, il sistema posturale effettua micro – aggiustamenti costanti. I muscoli delle gambe, dell’addome e della schiena si contraggono e rilassano per mantenere l’equilibrio contro la gravità. Sembra una cosa banale, ma si provi a pensare a pazienti con problematiche neurologiche, come il morbo di Parkinson e l’ictus, che hanno uno scarso equilibrio perchè “il sistema di controllo” del corpo non funziona bene. O ancora immaginiamo che il corpo sia come una bicicletta che deve stare in equilibrio. Se il manubrio (il cervello) non risponde subito o non invia i giusti comandi, le ruote (le gambe e il corpo) non si muovono come dovrebbero, e la bicicletta tende a oscillare o cadere.

camminare su un terreno sconnesso: quando cammini su un sentiero irregolare, il sistema vestibolare (l’orecchio interno) percepisce l’inclinazione, mentre la propriocezione avverte i cambiamenti nella posizione delle articolazioni. Il cervello coordina immediatamente i muscoli per evitare di inciampare e perdere l’equilibrio.

sedersi a una scrivania: anche stare seduti richiede lavoro posturale. Il sistema nervoso registra la posizione della schiena e del collo, inviando segnali ai muscoli per mantenere la colonna vertebrale eretta. Se si tende a incurvarsi, il sistema posturale segnala il bsiogno di correggere la posizione (anche se non sempre lo ascoltiamo).

recupero di equilibrio: se inciampi, il sistema posturale reagisce istantaneamente. Alcuni muscoli si contraggono per raddrizzarti, le braccia si muovono per stabilizzarti e il cervello calcola rapidamente come non cadere. Tutto questo è involontario, e non sotto il nostro controllo totale.

Avete potuto leggere quante attività il sistema posturale compie per permetterci di vivere, ma adesso c’è qualcosa da aggiungere che, forse, per qualcuno sarà una rivelazione:

la postura corretta, perfetta e rappresentata da un corpo “dritto” simmetrico e ben eretto è un falso mito!

La postura corretta, in senso assoluto, si può affermare che non esista e non deve esser l’obiettivo del paziente o di un percorso di trattamenti.

Nessuno di noi nasce dritto e simmetrico, né tantomeno lo deve diventare, (anche perchè sarebbe una sfida irraggiungibile), dobbiamo semmai ricercare un armonico equilibrio funzionale nella nostra asimmetria. Il nostro sistema corpo è un meccanismo perfetto di movimento, pur non essendo simmetrico.

Basti pensare al semplice fatto che siamo esseri viventi caratterizzati da pura asimmetria avendo organi asimmetrici, differenti tra destra e sinistra (in parte), ma anche la forma, la dimensione e la funzione differiscono, abbiamo anche un’occhio, una mano, un piede, un orecchio dominanti e poi persino il cervello, ha attivazioni disomogenee tra emisfero destro e sinistro. Quante prove che l’asimmetria ci rapresenti!

Bisogna poi aggiungere ulteriori tasselli per spiegare il concetto di postura, ma questo articolo non vuole essere una lezione. Sicuramente però va chiarito che la postura di ogni individuo è caratterizzata da varianti dovute allo stato fisico e strutturale, a quello biochimico ed anche quello psicologico. Quando abbiamo sinergia tra le varianti abbiamo un equilibrio armonico e l’individuo si trova in stato di salute.

Quando invece manca la sinergia tra queste varianti, si crea uno squilibrio che può portare a disturbi posturali e, nel tempo, a eventuali problemi di salute.

Ecco alcuni esempi semplici:
Squilibrio fisico/strutturale: Una persona con una gamba più corta dell’altra (eterometria) tende a inclinare il bacino, causando dolore alla schiena. La scoliosi (anomala curvatura della colonna) modifica l’allineamento corporeo, portando a compensazioni muscolari e dolori. Piedi piatti o cavi comportano una cattiva distribuzione del peso corporeo sui piedi che può influenzare la postura. Traumi o interventi chirurgici, una frattura mal guarita o una cicatrice post operatoria possono alterare l’equilibrio muscolare e scheletrico.
Squilibrio biochimico: Una carenza di vitamina D può indebolire le ossa, portando a dolori articolari.
Squilibrio psicologico: Lo stress o l’ansia possono portare a tensione muscolare, soprattutto nelle spalle e nel collo, causando una postura rigida o cifotica (spalle chiuse in avanti).

Quando queste componenti non lavorano insieme, il corpo si adatta con compensazioni, spesso causando dolori cronici o difficoltà nei movimenti. Per questo è importante un approccio globale alla salute posturale.

Con approccio globale alla salute posturale si intende considerare l’individuo nella sua totalità, analizzando e trattando non solo i sintomi fisici, ma anche le cause profonde che possono influenzare la postura.

Ad esempio, per un mal di schiena cronico non basta solo la terapia fisica: potrebbe essere necessario anche migliorare l’alimentazione o gestire lo stress.

Affidarsi a professionisti che comprendono l’approccio globale alla salute posturale significa scegliere esperti capaci di valutare l’individuo nella sua completezza, andando oltre il semplice sintomo per identificare e trattare le cause profonde del problema.

Questi professionisti lavorano spesso in sinergia tra loro, integrando diverse competenze:


• Fisioterapista: Si occupa del recupero della funzionalità muscolare e articolare attraverso esercizi e terapie manuali.
• Osteopata: Individua e tratta le disfunzioni del sistema muscolo-scheletrico, viscerale e cranio-sacrale.

•Massoterapista: si occupa del trattamento dei tessuti molli come i muscoli.
• Posturologo: Analizza l’equilibrio corporeo e le alterazioni posturali, spesso utilizzando strumenti come pedane stabilometriche.
• Podologo: Valuta il rapporto tra piedi e postura, suggerendo se necessario l’uso di plantari.
• Nutrizionista: Interviene su carenze alimentari o stati infiammatori che possono influire sul benessere muscolare e articolare.
• Psicologo o counselor: Aiuta a gestire lo stress e le tensioni emotive che possono riflettersi sulla postura.

Un professionista con questo approccio non si limita a curare il sintomo (ad esempio il mal di schiena) ma cerca di comprendere l’origine del disturbo: potrebbe derivare da un problema al piede, da uno squilibrio ormonale o persino da tensioni emotive.

Il vantaggio è ottenere un percorso di cura personalizzato e completo, migliorando non solo la postura, ma il benessere generale.

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